È al centro del dibattito in questi giorni il Disegno di legge sulla violenza contro le donne e, in particolare, il tema del consenso. Sull’argomento pubblichiamo un intervento della Consigliera Provinciale di Parità, Diana Tazzini
Stamattina mi è capitato di aprire i social e trovare un articolo che mi ha fatto riflettere.
Alcuni ricercatori hanno scoperto che la vita inizia diversamente da come è stata sempre spiegata. Non inizia come una corsa inarrestabile, non con una conquista. Non vince il più forte né il più veloce.
La vita inizia con una scelta, inizia con il consenso.
Quando lo spermatozoo feconda l’ovulo lo fa perché questo ha scelto di aprirsi e la sua “scelta” è una scelta biologica che si basa sulla compatibilità. Eppure siamo cresciuti tutti con l’idea che a fecondare fosse lo spermatozoo più veloce, quello più forte.
Ecco io ho pensato durante tutta la giornata a questa scoperta scientifica e, al netto dell’essere lontano da me entrare in un mondo, quello medico, che non mi appartiene, mi ha fatto però riflettere su come anche da queste cose si strutturi una società. Anche nella fecondazione, nell’inizio di una vita, siamo riusciti a vedere il primato dell’uomo sulla donna. L’uomo corre e la donna aspetta passivamente che vinca il più forte.
Sono partita un po’ da lontano per dire quel che veramente mi preme. Giovedì scorso in Commissione giustizia al Senato, la presidente Bongiorno ha eliminato dal DDL consenso, quello sulla riforma dell’articolo 609 bis del codice penale, rubricato violenza sessuale, la parola consenso, anzi per dirla tutta ha sostituito la frase “consenso libero e attuale” con “volontà contraria”. È notizia di oggi che quel DDL è stato approvato in commissione e approderà in aula il 10 febbraio.
Potrebbe sembrare cosa di poco conto eppure dal punto di vista procedurale, la difesa della parte civile, la donna vittima di violenza, si troverà ancora a dover dimostrare il dissenso della sua assistita e si continuerà a chiedere alle vittime di provare a ricostruire le azioni che avrebbero permesso all’imputato di capire e di percepire il loro no all’atto sessuale.
Così magari continueremo a leggere di come dovremmo portare i jeans per far si ché si capisca sul serio se volevamo o meno che ci venissero tolti ed altre assurdità come queste.
Giovedì mentre la scienza osservava come tutto inizi dal consenso, il governo italiano continuava a credere che vince il più forte.