Concepita come vasto ambiente per udienze e ricevimenti (m 24 x 11,25), la sala venne edificata al tempo di Carlo I: ad affrescarne le volte Teresa Pamphilj chiamò il pittore cremonese Francesco Natali, che diede vita a scorci e architetture prospettiche di impostazione quadraturista, col fine ultimo di amplificare illusoriamente lo spazio interno. A completare la decorazione vennero collocate su undici piedistalli altrettante sculture alte poco meno di un metro e mezzo: rappresentavano la nobildonna romana Lucrezia, la dea Diana, le regine Didone e Artemisia di Alicarnasso, nonché le personificazioni delle quattro stagioni, della Pittura, dell’Architettura e della Scultura.
Attorno al 1815 un intervento di riparazione del tetto pericolante comportò la demolizione del soffitto del salone, e si rese necessaria una decorazione pittorica che andasse a sostituire quella perduta del Natali: il neoclassico Saverio Salvioni, interpellato, si mostrò contrario a un ripristino del precedente affresco; propose invece una distribuzione simmetrica di lesene, fregi e vari ornamenti per le pareti e una decorazione a cassettoni per le volte, e lo schema venne tradotto in pittura dal reggiano Giuseppe Luccini.
Il nome attribuito alla sala deriva con molta probabilità dal corpo di guardia mercenario che ne presidiava gli ingressi; casi analoghi sono rappresentati dal Salone della Guardia Svizzera del Palazzo Reale di Torino e dalla Sala Vecchia degli Svizzeri nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, ma il legame più plausibile è con il Palazzo Ducale di Lucca, che ospita non a caso un Cortile degli Svizzeri; il palazzo ducale di Massa e quello di Lucca, infatti, sono stati per un breve periodo, governati dalla stessa sovrana, Elisa Baciocchi (Maria Anna Elisa Bonaparte), sorella di Napoleone, come Principato di Lucca e Piombino (dal 1805) e Ducato di Massa e Carrara (dal 1806).
The hall of the Swiss
Conceived as a vast space for audiences and receptions (24 m x 11.25 m), this hall was built during the time of Carlo I. To fresco its vaulted ceiling, Teresa Pamphilj called upon the painter Francesco Natali from Cremona, who created bold foreshortenings and perspective-driven, illusionistic architectures in the quadratura style, with the ultimate goal of visually expanding the indoor space.
To complete the decoration, eleven sculptures measuring just under a meter and a half in height were placed on pedestals. They represented the Roman noblewoman Lucretia, the goddess Diana, queens Dido and Artemisia of Halicarnassus, as well as personifications of the Four Seasons, Painting, Architecture, and Sculpture.
Around 1815 a repair required by the damaging of the roof led to the demolition of the ceiling of the hall, and a pictorial decoration was needed to replace the lost one by Natali. The neoclassic Saverio Salvioni was asked for counsel: he was against the restoration of the previous fresco and proposed instead a symmetrical distribution of pilasters, friezes and various ornaments for the walls and a caisson scheme for the vaults, and the design was translated into painting by Giuseppe Luccini from Reggio Emilia.
The name of the hall comes from the mercenary guards who presided over the doors; similar cases are represented by the Hall of the Swiss Guard of Turin’s Royal Palace and the Old Swiss Hall of the Pontifical Palace in Castel Gandolfo. However, the most plausible connection is with the Ducal Palace of Lucca, which includes a Courtyard of the Swiss Guards. Indeed, the Ducal Palace of Massa and the Ducal Palace of Lucca were, for a briefing period, ruled by the same queen, Elisa Baciocchi, Napoleon Bonaparte’s sister, as part of the Principality of Lucca and Piombino (from 1805) and the Duchy of Massa and Carrara (from 1806)